Rubrica L’alfabeto del Cambiamento

B

come  Bilancio di Competenze

In quest’epoca di profonda incertezza e rapidissime trasformazioni sono in continuo aumento gli interventi a supporto del percorso personale e professionale della persona, fra cui il Bilancio di Competenze. 

Si tratta di un tipo di consulenza rivolta alla persona e consiste in un percorso di sostegno alle transizioni (dal non lavoro al lavoro, dalla formazione al lavoro, da un lavoro ad un altro).

E' uno strumento che ha come finalità principale quella di produrre nella persona la consapevolezza delle proprie competenze ed esperienze professionali e sociali, per arrivare a far emergere il suo potenziale e a definire un percorso di sviluppo professionale e formativo, in linea con i suoi bisogni e desideri.
Si può inquadrare a livello individuale (il committente è la persona beneficiaria del Bilancio), a livello organizzativo (il committente in questo caso è l'azienda) - anche rivolto a gruppi - all'interno di un sistema professionale e di performance management, per la gestione del cambiamento e/o lo sviluppo della leadership.

In genere il percorso si sviluppa in un arco temporale che va da uno a quattro mesi, a seconda del numero di incontri che si vogliono realizzare (generalmente da tre a otto, con cadenza quindicinale).
Per quanto riguarda la persona, si tratta di un percorso volontario, che consente, attraverso il supporto di un consulente (un coach o un counselor), di:

  • individuare e valorizzare motivazioni, capacità, attitudini, conoscenze possedute e sviluppate dalla persona nel corso delle proprie esperienze oppure non emerse e potenziali;

  • riconoscere le competenze acquisite ed eventualmente potenziarle, mediante percorsi di formazione, sulla base del mercato del lavoro e anche delle richieste dell'azienda;

  • elaborare una strategia di azione al fine di definire o ridefinire un progetto professionale realistico.
     

Molto spesso si ricorre al supporto di un questionario diagnostico o autodiagnostico che viene somministrato online alla persona, e i risultati del questionario vengono discussi successivamente in sede di colloquio.

Quel che accade durante i colloqui di BdC è che la persona è profondamente coinvolta e responsabile del proprio progetto, ha grande desiderio di capire “cosa posso fare da grande”, quali sono le mie caratteristiche, le opportunità che posso intercettare e i vincoli cui debbo fare attenzione.

In azienda il Bilancio di Competenze arriva quando la persona può o deve fare un passaggio, che in linea di massima è ipotizzato.

Differente è il caso delle grandi transizioni professionali che partono dalla persona. Capita spesso, ad esempio, che manager espulsi dall’azienda o in un momento di crisi professionale (e sono in molti…) pensino – un po’ per necessità, un po’ per desiderio di libertà e cambiamento - di passare da un lavoro dipendente alla libera professione, se non a un’attività imprenditoriale.

Essere manager è cosa diversa dalla dimensione di consulente, e ancor più da quella di imprenditore: sono tre DNA diversi.  Questo non significa che il passaggio debba costituire una mission impossible, significa piuttosto che bisogna prepararsi emotivamente, mentalmente e sotto il profilo progettuale. Significa analizzare il mercato e la propria rete di relazioni, farsi le domande giuste e trovare la giusta risposta; significa calcolare il rischio di uscire dalla propria area di comfort e dalla certezza della propria competenza di sempre: d’altro canto, il cambiamento oggi è sempre più disruptive…

Quel che è bene ricordare è che più si naviga in mercati saturi, più si cercano clienti strappandoli alla concorrenza, con la fatica che ne consegue.  Ci si chiede “per quale ragione i clienti dovrebbero scegliere me?” e difficilmente ci si dà una risposta convincente, o quanto meno ci si dà la risposta che in molti potrebbero darsi.

Più si naviga invece in acque poco popolate, più si colgono opportunità. Regole non ce ne sono: vanno inventate, si osa, ma il risultato può arrivare molto più facilmente. E qui si può lavorare su numeri interessanti e crescenti.

La domanda in ogni caso è: cosa voglio, cosa posso fare e quanto sono disposto a rischiare?

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