PERCHE’ TUTTI PARLANO DI SOSTENIBILITA’
Immaginare un futuro per tutti

Alcuni anni fa si assegnavano obiettivi annuali, che poi sono diventati semestrali, poi trimestrali, mensili, settimanali… Gli orizzonti sono cambiati, la visione si accorcia, diventa sempre più di breve periodo, si naviga a vista, si gestisce il day by day.

La riduzione dei margini, i cambiamenti continui e l’imprevedibilità del mercato costringono le aziende a ricercare costantemente nuove soluzioni per sopravvivere alla turbolenza, a volte con successo, a volte con esiti deludenti. Non si sa cosa ci sia dietro l’angolo.  E’ molto difficile fare previsioni. Si chiede innovazione, vantaggio competitivo, anche se a volte non si sa bene come dare seguito concreto a queste richieste.

La diffusione del lavoro agile risponde proprio a queste logiche: poiché pianificare è diventato sempre più difficile e rischioso, meglio lavorare su ipotesi possibili da verificare giorno dopo giorno, aggiustando il tiro dove è opportuno cambiare rotta.  C’è l’esigenza di generare maggiore efficienza, eliminare sprechi e ridondanze, con tempi rapidi di esecuzione e la massima flessibilità per gestire gli imprevisti.

Dalle persone, che debbono gestire uno stress crescente, proviene una richiesta di senso e significato che deriva proprio dalla percezione di incertezza, incoerenza, persino di mancanza di logica, negli input che provengono “dall’alto”.  Si sa solo che ora si deve agire così, domani non si sa. E poiché serpeggia ansia, frustrazione e preoccupazione, ci si interroga in modo crescente sulla soddisfazione, l’ingaggio e la felicità dei dipendenti.

E il futuro? Chi ci pensa? Chi lo immagina? Il nostro è un mondo polare: buono-cattivo, bello-brutto, … E così, proprio perché non si va oltre l’oggi, si incomincia a parlare del domani. E per farlo bisogna ragionare in un’ottica di lungo periodo.

Ecco che sta emergendo sempre più la necessità di rileggere l’azienda in termini di sostenibilità.  Un termine che implica la capacità di mantenere il cambiamento in un ambiente equilibrato, in cui lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, le scelte in termini di sviluppo tecnologico e il cambiamento organizzativo sono in armonia, così da accrescere il potenziale attuale e futuro della persona e della comunità per soddisfare bisogni e aspirazioni. 

La sostenibilità rappresenta anche un processo socio-ecologico caratterizzato dalla ricerca di un ideale comune. Un bel salto, una bella sfida la polarità tra visione corta e sostenibilità, che implica un visione di qui a 20-30 anni…. E’ implicito che l’azienda sostenibile sia per definizione competitiva con ritorni stabili nel tempo. E questa non è certo cosa banale.

Sono sempre di più le aziende che strutturano al loro interno aree di responsabilità e cantieri sulla sostenibilità, sperimentandone vantaggi crescenti diretti e indiretti. Gli studi e l’esperienza concreta dimostrano che per l’azienda il modo migliore per stimolare il commitment delle persone è aumentare l’impegno che essa per prima profonde nei confronti di ogni singola persona.  E’ la spinta iniziale affinché la filosofia della sostenibilità prenda piede.  Tre le aree che entrano in gioco:

  • la sostenibilità sociale (i valori, la cultura, le relazioni e la percezione degli stakeholders interni ed esterni, dei media)
  • la sostenibilità formale (ciò che è formalizzato a livello contrattuale, nelle job descriptions e in un qualsiasi accordo con i dipendenti)
  • la sostenibilità sul piano psicologico (tutto ciò che viene alimentato dal coinvolgimento, da riconoscimenti, premi, promesse e aspettative mantenute).

Quando questi tre piani sono integrati e in armonia, si genera quella coerenza necessaria perché il progetto strategico possa ritenersi realizzabile.

E’ evidente che l’azienda orientata alla sostenibilità decida implicitamente di passare da un approccio difensivo (proteggersi dalla turbolenza, da un mercato denso di rischi, dalla concorrenza aggressiva…) a un approccio propositivo (immaginare il futuro e costruirlo insieme giorno dopo giorno).  Ne deriva l’ampliamento dell’orizzonte pensando a un sistema più grande determinando cambiamenti molto importanti in termini di obiettivi, comportamenti, azioni.

I valori della sostenibilità connettono il tessuto aziendale a diversi livelli.  Sono in primis la coerenza, la trasparenza, la fiducia, la responsabilità, l’impegno, la condivisione, il benessere, e soprattutto la cura.

Ogni esempio, ogni buona pratica, ogni modello emergente, quanto più sono condivisi, tanto più accelerano la crescita sostenibile dell’azienda.

Molti i progetti che si possono lanciare sul fronte interno ed esterno, avendo cura di monitorarne gli impatti, in primis in termini di valori agiti e anche di visibilità ed efficacia dei risultati. L’importante è che all’interno del senso della sostenibilità ciascuno senta una responsabilità profonda e sentita nei confronti delle persone di oggi e di domani, coltivando passioni belle anziché sentimenti tristi, valorizzando il tempo e le relazioni di lavoro anziché fuggire dal confronto. Generando consenso e soddisfazione da parte di tutti gli stakeholders.  A ben guardare, alternative non ce ne sono, e questa è un’alternativa avvincente.

Così la sostenibilità può diventare per l’HR e per tutta l’azienda un bellissimo, rivoluzionario laboratorio per liberare l’energia delle persone, fare innovazione organizzativa e soprattutto sociale.

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